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Lunedì, 21 Agosto 2017 12:16

UNA PASTORA FORTE E CORAGGIOSA

In VALLE GIUMENTINA, situata fra i comuni di Abbateggio Pe e Caramanico terme, nel PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA, c’è UNA PASTORA di 35 anni che accudisce un gregge di pecore e capre. Il suo nome è Alina, nata a IASI in Romania. E’ una donna coraggiosa, produttrice anche di ottimi formaggi, ricotte, primo salee pecorini. Una allevatrice che ha chiesto in assegnazione lo stazzo comunale di proprietà del comune di Abbateggio PE, per destinarlo alle pecore, capre, asini e cavalli. L’ho voluta conoscere e trascorrere con lei una intera giornata, insieme agli amici Ezio, Francesco e lo zampognaro Settimio che ci ha accompagnati con il suono della ZAMPOGNA E CIARAMELLA. Ho voluto integrarmi e vivere una giornata con il pastore. Il suo lavoro è molto impegnativo, inizia alle ore sette del mattino con la prima mungitura, che si ripete alle ore 19 e continua con la preparazione del formaggio pecorino…
Un caldo asfissiante, 24 gradi in vetta, umidità al 100%, sudi molto, la pelle è appiccicosa e si fa fatica anche a togliersi la maglia sudata. Il Monte Porrara (2137 m) è l’estremo prolungamento verso SUD del massiccio della Maiella. La cresta, è lunga, sottile ed affilata. Per raggiungere la vetta ci sono vari sentieri: dalla stazione ferroviaria di Palena CH - da Campo di Giove AQ - dalle sorgenti del fiume Aventino a Palena – dalla Madonna dell’Altare a Palena. Scelgo il sentiero segnalato “P”, che inizia a 1276 metri, a 500 metri dalla stazione di Palena, direzione valico della forchetta, località della riserva naturale orientata di Quarto Santa Chiara. Il sentiero sale molto ripido in una fitta faggeta. Ogni tanto ci sono dei terrazzi assolati dove riposarsi. Si esce dal bosco a circa 1700 metri. Qui il sentiero “P” incrocia il sentiero “I3” per LA MADONNA DELL’ALTARE. Ora…
Uffa che caldo. Vediamo se sulla montagna del Morrone si respira meglio. Dal Passo o Guado San Leonardo (1282 m), Pacentro AQ, spartiacque fra la montagna della Majella e la montagna del Morrone, seguendo il sentiero Q3, l’idea era di arrivare al Monte Morrone (mt. 2061). Arrivato a Iazzo Cappuccio, (1438 m), seguo il sentiero delle Signore a destra. Un lungo falsopiano ombroso e fresco, in una fitta faggeta. Più avanti il sentiero diventa ripido, superando tre terrazzi panoramici sulla Majella. Al terzo terrazzo, impossibile non fermarsi per godere la bellezza del paesaggio, contemplando la lunga dorsale di questo massiccio, che inizia da Caramanico Terme PE con il Monte Rapina (2027 m) - Monte Pescofalcone (2657 m) – La Rava del Ferro – la Rava della Vespa – La Rava della Giumenta Bianca – Monte Amaro (2793 m) – la lunga valle di Femmina Morta – Forchetta Majella (2389 m)…
Domenica, 02 Luglio 2017 13:22

COME UNA SORGENTE DIVENTA UNA FOGNA

Nel programma del CAI (Club Alpino Italiano) della sezione Majella di Chieti, c’è un appuntamento fisso che è quello di riservare una escursione con GLI AMICI DELLA MONTAGNA di Casalincontrada CH. Il titolo è interessante: PASSEGGIATA DELL’AMICIZIA ma, meglio chiamarla escursione, anche se non è difficile, ma con dislivello, distanza e KM dignitosi. All’arrivo, c’è un pasto sostanzioso preparato da questi amici. L’escursione prevista inizia dall’ area attrezzata di Montepiano (Roccamontepiano CH), (600 m), provvista di una fonte, tavoli e protetta da alberi e arriva a San Liberatore a Maiella, (Serramonacesca PE), (300 m), e ritorno. È una graziosa escursione con segnaletica D3. Il sentiero comincia in discesa e si è subito abbagliati dalle ginestre, dal colore giallo e dal profumo intenso. Si attraversano campi arati aridi e prima di arrivare alla torre di Polegra, si incontra una grotta pastorale con un ingegnoso camino. La torre di Polegra era un…
Il caldo, l’afa, l’umidità sono motivi che potrebbero sconsigliare di frequentare la montagna, ma se trovi un sentiero nel bosco, con tante fontane e panoramico, ci si può pensare. La proposta è un anello nell’alta valle di Guardiagrele CH. Si parcheggia alla Piana delle Mele CH (930 m), e si prende il sentiero F1 per la Valle delle Monache (1086 m), Campanaro (1472 m), Fonte dei Buoi (1482 m), Crocetta (1489 m), Rocchetta (1662 m), Sella di Pietro Cioppo (1653 m), Fonte Carlese (1725 m), per tornare al punto di partenza. Lungo il percorso ci sono cinque fontane, tutte funzionanti con acqua gelida. La faggeta è fitta e c’è una immensità di fiori. Il panorama sulla “rocciosa” parete Nord/Est delle Murelle, ancora piena di neve, ti obbliga a fermarti. Dalla Sella di Pietro Cioppo puoi contemplare quasi tutto il massiccio della Majella, sino al mare. Per cronaca, ho incontrato solo…
Lunedì, 26 Giugno 2017 20:06

GLI SCALPELLINI E LA PILA A PENNAPIEDIMONTE

Pennapiedimonte CH, è un territorio ricco di storia, cultura, raccontate in un vasto patrimonio visivo, come l’Eremo di Fratanard o Fratanallo, poi usata come grotta pastorale, dove trovarono ospitalità sia le greggi che i monaci. La Maiella, Montagna Sacra, è stata scelta dagli eremiti per la loro vita ascetica e contemplativa, perché qui trovarono l’ambiente ideale. L'Abbazia medievale di Santa Maria dell'Avello, ormai ridotta allo stato di rudere. Circa cento stazzi pastorali alcuni realizzati con una tecnica architettonica impensabile a quel tempo. Oggi non c’è più pascolo. La grotta nera formata da rocce e stalattiti color panna, (Il latte di monte o latte di luna molliccia al tatto). Ci sono tanti sentieri, la maggioranza chiusi, tranne alcuni più frequentati. La segnaletica è scarsa, mancano le indicazioni come il tempo di percorrenza e l’altezza. C’è abbondanza di acqua erogate dalle fonti. Si potrebbero realizzare percorsi storici, naturalistici per godere di questo…
Lunedì, 26 Giugno 2017 20:06

GIAGGIOLO O IRIS D'ACQUA Iris Pseudocorus

Questo fiore l’ho scoperto, grazie ad un amico, alla Riserva Naturale Regionale del lago di Serranella, un’area protetta che ha un'estensione di circa 300 ettari. Il suo bacino si trova fra i comuni di Casoli, Altino, e Sant'Eusanio del Sangro, tutti appartenenti alla provincia di Chieti, alla confluenza tra i fiumi Sangro ed Aventino. È un fiore autoctono, di un giallo spontaneo. Fiorisce tra fine aprile ed i primi di maggio. In un gambo ne ho trovati sette. È un fiore che fa innamorare, a me ha fatto questo effetto. Il fiore ha nove “tepali” (in botanica è la parte del fiore che sostituiscono i sepali e i petali e formano il perigonio, la parte esterna del fiore), alternati, di diversa grandezza. Il cerchio seghettato marrone, attaccato al fusto, fa riflettere sulla importanza della natura. Non c’è un pittore che lo dipinge, è naturale! L’Iris vive presso le sponde di…
Il caldo e l’afa non accennano a diminuire, quindi se si vuole andare in montagna bisogna, come già dato notizia, trovare ombra ed acqua. Questa volta ho scelto il percorso più lungo e con maggior dislivello per arrivare a Monte Amaro (2793 m),… ma non per percorrerlo tutto. Ho preventivato di tornare indietro alle ore 13, in qualsiasi punto mi trovavo. La partenza è da Fara san Martino (440 m), CH. Fara è una parola di origine longobarda che individua un gruppo, costituito da famiglie imparentate. Occorre parcheggiare l’auto nell’area riservata lungo la carrareccia che porta all’imbocco del Vallone di Santo Spirito. Per entrare nella valle si attraversa uno stretto ed alto corridoio dove c’è sempre uno spiffero di aria fresca. La leggenda narra che fu fra Martino eremita che aprì con i gomiti lo stretto passaggio tra le rocce, per permettere agli abitanti del posto, di raggiungere i pascoli…
Lunedì, 26 Giugno 2017 20:06

CAI CHIETI GITA DI PRIMAVERA IN UMBRIA

La gita di primavera di tre giorni è prevista nel programma del CAI della sezione Majella di Chieti. La scelta è stata l’Umbria con il tema: DALLA SOLIDARIETA’ ALLA CONOSCENZA DEL TERRITORIO. Siamo stati accompagnati dal consigliere centrale del CAI EUGENIO DI MARZIO. Il costo per il vitto, l’alloggio ed il trasporto è stato molto competitivo. Per l’albergo abbiamo preferito Monteluco, una frazione del comune di Spoleto (PG). Anche se la distanza da Chieti è circa 230 Km, il programma importante, ha consigliato di partire presto. La prima sosta al lago di Piediluco, “ai piedi del bosco sacro”. Il lago è alimentato dal fiume Velino e dal fiume Nera, è molto panoramico e immerso nel verde delle colline umbre. Originale la montagna dell’ECO per la sua forma di cono. Ce ne siamo resi conto emettendo un grido per riascoltarlo. In lontananza il monte Terminillo (2217 m) con ancora delle macchie…
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