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Bobbio

Webcam Appennino Settentrionale - Bobbio - Monte Penice

 

Passo Penice Bobbio Webcam

 

Bobbio

Bobbio (Bòbi in dialetto bobbiese, Bêubbi in ligure, Bobium in latino) è un comune italiano di 3.754 abitanti della provincia di Piacenza in Emilia-Romagna.

Il territorio, abitato fin dal neolitico e con insediamenti celto-liguri, divenne romano nel 14 a.C. e nel IV secolo sorse il primo nucleo del borgo di Bobium. La sua storia si identifica soprattutto con quella dell'Abbazia di San Colombano fondata nel 614. Nell'alto medioevo l'abbazia ebbe un ruolo politico, religioso e culturale importante, i suoi possedimenti, fin dall'età longobarda e carolingia, spaziavano in zone del nord d'Italia. Nel 1014 ebbe il titolo di Città, divenendo Diocesi e Contea, prima indipendente poi sotto il Ducato di Milano, ed infine sotto i Savoia. Provincia genovese fino all'unità d'Italia. Fino al 1923 fu parte della provincia di Pavia, poi passò alla provincia di Piacenza. Fu sede vescovile fino al 1989.

La città è sede della Comunità Montana Appennino Piacentino. È una meta turistica nota per il suo passato di arte e cultura, per amanti della natura e dello sport e dei suoi monumenti, in quanto luogo ai confini tra le diverse culture di Piacentini, Liguri, Piemontesi e Pavesi.

Il centro storico ha mantenuto intatte le caratteristiche del borgo medievale. Simbolo della cittadina il Ponte Gobbo (o Ponte del Diavolo), un ponte in pietra di origine romana, che attraversa il fiume Trebbia con 11 arcate irregolari. Domina il Santuario della Madonna del Penice, che si trova sulla cima del monte omonimo. Località turistica frequentata anche in inverno grazie alle stazioni sciistiche.

 Geografia fisica


Bobbio si trova sulla sponda sinistra del fiume Trebbia, tra i torrenti Bobbio e Dorbida, ai piedi del monte Penice (1.460 m s.l.m.).

Il territorio comunale confina a sud con il comune di Corte Brugnatella, ad ovest con la provincia di Pavia in Lombardia, a nord con i comuni di Pecorara, Piozzano e Travo ad est con il comune di Coli.

Il paesaggio presenta un'alternanza di campi coltivati e boschi cedui.

L'area bobbiese è circondata da ovest a nord dalle cime del Monte Penice (1.460 m s.l.m.), Sassi Neri (1.034 m s.l.m.), Pan Perduto (1.008 m s.l.m.) con il vicino passo Crocetta, Il Groppo (1.000 m s.l.m.), Monte Pradegna (960 m s.l.m.). Da nord a est e sud vi sono le cime del Monte Barberino (481 m s.l.m.) con il vicino passo Barberino, del Monte del Lago (537 m s.l.m.), Tre Sorelle (976 m s.l.m.), Il Castello (943 m s.l.m.), e dei Tre Abati (1.072 m s.l.m.), fino a scendere a sud lungo la Costa della Croce (727 m s.l.m.) fino alla piana di Telecchio e fino al Trebbia. Da sud a ovest vi sono le cime del Bricco di Carana (805 m s.l.m.), della Costa Ferrata (1.036 m s.l.m.) con il vicino bosco del comune ed il Monte Gazzolo (498 m s.l.m.), continuando verso ovest lungo il confine pavese vi sono le cime delle Rocche del Casone (o di Colleri) (1.200 m s.l.m.), Monte Lago (1.125 m s.l.m.) con il passo omonimo, Cima di Valle Scura (1.229 m s.l.m.), Monte Scaparina (1.157 m s.l.m.) con il vicino passo Scaparina, fino a tornare al Penice. Verso nord dopo Barberino, nell'area di Mezzano Scotti, si trovano le cime di Monte Mosso (1.006 m s.l.m.), Monte Crigno (807 m s.l.m.), Monte Lazzaro (987 m s.l.m.) con il vicino passo della Caldarola, della Pietra Parcellara (836 m s.l.m.) e della Pietra Marcia (722 m s.l.m.).
Il Monte Penice da Bobbio

Il territorio comprende la "conca di Bobbio", parte della Val Trebbia, che qui si allarga dopo l'orrido di Barberino sul fiume verso nord, per restringersi nuovamente verso sud, in corrispondenza del Bricco di Carana; in questo punto il corso del fiume diventa tortuoso, con i "meandri di San Salvatore". Le cime degradano dolcemente, ma nei pressi della conca bobbiese vi sono molti calanchi che circondano tutta l'area cittadina.

Nella Val Trebbia si immettono le valli del Carlone, con la "cascata termale San Cristoforo del Carlone", e dei torrenti Bobbio e Dorba. La valle del Bobbio termina con il passo Scaparina.

Presso il Penice si trova il passo omonimo e i vicini: Passo delle tre strade e passo del Brallo.

Clima

La zona climatica corrisponde al microclima ligure appenninico temperato.
Storia

 Luoghi di interesse

    Monte Penice
    Passo Penice e gli impianti sciistici
    Ceci ed il centro sportivo di sci di fondo Le Vallette
    Barberino e l'Orrido, il monte è situato alla sponda destra del Trebbia, antico confine romano del pagus di Bobbio, documentato sempre come confine della Contea di Bobbio nel 972, rimase confine del Ducato di Parma e Piacenza e dell'Emilia fino al 1923, quando Bobbio divenne emiliana e piacentina.
    Mezzano Scotti
    Il Borgo di San Salvatore ed i meandri sul Trebbia
    Santa Maria
    Pietra Parcellara
    Monte Pradegna
    Antico villaggio del Groppo (ruderi e ritrovamenti neolitici e liguri)
    Piccolo borgo di Embrisi, località ormai abbandonata di Embrici sopra Mezzano, vi è la presenza di antichi edifici in pietra locale e manufatti e sculture in arenaria scolpite, di notevole interesse le facce e le testine apotropaiche.[5]
    Cascata termale del Carlone di San Cristoforo
    Valle del Carlone
    Mogliazze, frazione con tipiche case in pietra e tetti in lastre di arenaria.
    Samboceto, piccolo borgo fantasma sopra Mezzano ormai disabitato con tipiche case in pietra e tetti di arenaria.
    Telecchio, piccolo borgo con origini celtico-ligure divenuto cella monastica nel X secolo, circondato dal comune di Coli, legato alla chiesa di S. Michele della Spelonca.
    Bosco del Comune
    Fontana dei Ramari di Bobbio
    Via degli Abati (Via Romea e derivazione della Via Francigena)
    Sentiero medioevale per il Santuario del Monte Penice
    Via Piancasale-Terme di Bobbio, Vie panoramiche Bobbio-Mezzano, Bobbio-S. Martino-Carana-Pietranera, Bobbio-Dezza-Brallo (escursioni a piedi, bicicletta e cavallo)


 Leggende

Leggenda del Ponte Gobbo o Ponte del Diavolo


Nel medioevo, la costruzione di un ponte era un'opera di grande ingegno, considerata quasi prodigiosa. Per questo la costruzione dei ponti ha dato origine a molte leggende, che spesso avevano come protagonista il diavolo, in quanto congiungere due luoghi che la natura (e Dio) aveva voluto separati era vista da molti come un'opera "diabolica". Una di queste leggende riguarda il Ponte Gobbo, detto anche Ponte Vecchio o ponte del Diavolo. La leggenda narra che San Colombano volesse costruire un ponte per unire le due sponde. Il Diavolo si offrì di costruirlo in una sola notte, a patto di possedere l'anima del primo che lo attraversasse. San Colombano accettò e il Demonio costruì il ponte con l'aiuto di un gruppo demoni di altezza e corporatura diversa, da cui la caratteristica gibbosità e l'irregolarità del ponte. Al mattino il monaco irlandese tenne fede alla parola data, ma visto che il ponte non era "normale" gabbò il demonio facendovi passare per primo un cane (una tradizione antica vede come animale sacrificale l'amico orso).
Altre leggende

    Leggenda dell'acqua miracolosa della fonte della cascata del Carlone di San Cristoforo
    Leggenda della fontana dei Ramari
    Leggenda del boccale di San Colombano dell'abbazia di San Colombano
    Leggenda del pozzo dei coltelli del castello Malaspiniano

Monte Pénice


Il Monte Pénice (Pënas nel dialetto locale), il cui nome deriva dal toponimo latino Saltus Boielis, con i suoi 1460 m d’altezza s.l.m. è una delle montagne più elevate dell'Appennino Ligure, al confine fra il territorio dell’Oltrepò Pavese della valle Staffora ed il Piacentino della val Trebbia e val Tidone. La sommità è facilmente raggiungibile con la strada carrozzabile, ultimata nel 1927 su disegno del canonico Carlo Muzio, che si stacca dalla ex Strada statale 461 del Passo del Penice, ora Strada Provinciale.

Lo scenario che si apre al visitatore spazia da un lato su Bobbio, adagiata sul fondovalle e sul fiume Trebbia, dall'altro sull'arco delle Alpi; da una parte l'Appennino Ligure, dall'altra i contrafforti che scendono verso la Pianura Padana e le città che vi si stendono. Da Bobbio e da Varzi le strade salgono inizialmente tra dolci declivi disseminati di casali e piccoli nuclei; rimontano le pendici più ripide, ammantate da dense boscaglie, e giungono al passo del Penice a 1149 metri; da qui si stacca la strada che porta verso la vetta del monte, ove si trova l'antico Santuario. Parte del territorio è compreso nel comune di Menconico e Romagnese.

Sulla sommità del monte vi sono il Santuario di Santa Maria e imponenti ripetitori televisivi e telefonici che ne hanno in parte deturpato l’aspetto, tra cui quello storico della RAI che consente tutt'oggi di ricevere le trasmissioni ad un ampio territorio del nord Italia, che dalla provincia di Piacenza e dall'Oltrepò Pavese si irradia dal Piemonte al Veneto, coprendo principalmente il Piemonte orientale, la Lombardia fino alla periferia sud di Milano e all'alto Varesotto fino al canton Ticino e le province di Piacenza e Parma. L'impianto trasmette segnali televisivi e radiofonici con potenze sino a 25 kW ed è l'impianto RAI con il più alto bacino d'utenza.

La fondazione del santuario dedicato alla Madonna risale al VII secolo, la chiesetta attuale al XVII secolo. Si può salire fino al santuario anche percorrendo l'antico sentiero mediovale che sale da Bobbio passando per la Moglia e San Cristoforo, nella Valle del Carlone.

Sulle sue pendici in tempi recenti sono stati eretti impianti per gli sport invernali; queste attività possono essere praticate in località Passo del Penice. Vi è un progetto dell'amministrazione provinciale piacentina ed anche pavese per rinnovare le strutture sciistiche esistenti affiancate da altre nuove e moderne.

 


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