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Val di Bisenzio

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La Val di Bisenzio si estende nella parte centro-settentrionale della provincia di Prato, insinuandosi a nord tra i rilievi dell'Appennino Tosco-Emiliano e a sud nel cuore della piana pratese e fiorentina, inoltrandosi parzialmente nella provincia di Firenze.

L'area geografica si estende lungo il corso del fiume Bisenzio, uno dei principali affluenti di destra del fiume Arno, e occupa, da nord a sud, i territori comunali di Vernio, Cantagallo e Vaiano nell'area appenninica, Prato, Campi Bisenzio e Signa nella piana.

Comunemente, comunque, per Val di Bisenzio si intende sola la parte superiore del corso d'acqua, fino allo sbocco in pianura a Prato. la parte successiva fa parte più propriamente della piana pratese e fiorentina, in cui non è possibile riconoscere caratteri geografici, morfologici o storici specifici all'area occupata dal Bisenzio.

Flora e Fauna

La vegetazione originaria è rimasta pressoché intatta, grazie alla posizione isolata[senza fonte]. Per mezzo secolo la valle è stata sempre più abbandonata dagli abitanti che si recavano a valle a lavorare, e non è stata preda di insediamenti industriali consistenti. In particolare, per un'estensione di 600 m2,[non chiaro] troviamo alberi di faggio secolare, ed insieme a boschi composti da latifoglie e castagni rappresentano un enorme polmone verde. Nel comune di Cantagallo, troviamo anche la riserva naturale di Acquerino di recente istituzione. La zona è sede di castagni da frutto, che ha rappresentato una risorsa alimentare accessibile per gli abitanti della valle, la parte più a valle della riserva rappresenta il confine climatico ultimo adatto alla coltivazione dell'olivo. La fauna, nelle zone meno plasmate dal lavoro dell'uomo, è riccamente variegata e costituita da: caprioli, cervi, cinghiali, lupi, faine, volpi, lo scoiattolo, l'istrice, le cinciallegre, fringuelli, codibugnoli, luì, il picchio muratore, il cuculo, il merlo acquaiolo, la poiana, l'astor, biacco, vipera, orbettino. Nei corsi d'acqua vivono e proliferano: gamberi d'acqua dolce, trote, ghiozzi comuni, barbi.

Clima

Il clima della zona presenta caratteristiche montane sui rilievi appenninici, dove in inverno spesso è presente la neve. Nell'area pianeggiante si registrano caratteri di spiccata continentalità con elevate escursioni termiche giornaliere ed annue; nella pianura tra Prato, Campi Bisenzio e Signa si registrano spesso minime invernali di alcuni gradi sotto zero, seppure le precipitazioni nevose costituiscono un evento piuttosto insolito, mentre in estate si verificano fastidiosissime condizioni di afa spesso accompagnate da punte massime attorno ai 40 °C. Le precipitazioni risultano abbondanti in autunno e primavera, mentre sono piuttosto scarse in inverno ed estate, quando è però presente una moderata attività temporalesca di tipo termo-convettivo che interessa l'area appenninica e, talvolta, può sconfinare anche nell'area di pianura; nelle zone pianeggianti si registrano valori medi tra i 900 e i 950 mm annui, mentre nell'area appenninica i valori superano ovunque i 1000 mm all'anno.
Comunità Montana della Val di Bisenzio

La Comunità montana della Val di Bisenzio è composta dai comuni di Cantagallo, Vaiano, Vernio. La sede amministrativa della Comutità montana si trova nel comune di Vernio, frazione di Mercatale. Il comune di Montemurlo di cui era ricompresa solo una parte del territorio dall'anno 2009 è uscito dal contesto della comunità montana.

Storia

Situata a cavallo dell'appennino Tosco-Emiliano, la Val di Bisenzio è nota fin dall'antichità, per via della sua posizione strategica di controllo del territorio, in quanto la valle conduce al valico appenninico più facile e posto a quota più bassa: quello di Montepiano. Resta molto da studiare e ricercare circa la presenza degli etruschi su questo percorso di valico verso la pianura padana, rilevando tuttavia che la scoperta di un importante insediamento etrusco allo sbocco della valle in località Galceti di Prato, rende più probabile tale circostanza. I romani, probabilmente subito dopo la conquista dell'Etruria, si preoccuparono di controllare il valico con una guarnigione posta a Montepiano. L'etimologia di Vernio (posto a quota inferiore di Montepiano) indica con tutta probabilità la localizzazione dei quartieri invernali della guarnigione. L'occupazione del territorio a opera di coloni romani è dimostrata dalla grande abbondanza di toponimi prediali in -anus, soprattutto nella media valle, intorno a Vaiano (Sofignano, Savignano,). Successivamente la valle fu interessata, probabilmente, dalla presenza di bizantini durante le guerre "gotiche" e successivamente sicuramente dai longobardi, che si insediarono nel territorio come dimostrano vari toponimi. Nell'alto medioevo la valle fu dominata inizialmente dalla presenza dei Conti Alberti che con i capisaldi della Rocca di Cerbaia e della Rocca di Vernio, controllavano l'intera valle, compreso Prato. Dopo la loro caduta il controllo passò al comune pratese.

Il 26 giugno 1899 l'area fu epicentro del terremoto della Valle del Bisenzio che raggiunse magnitudo momento di 5,1 ed intensità massima del VII grado della Scala Mercalli.

In questa valle, scorre il fiume Bisenzio, ed è stato proprio grazie alla possibilità di sfruttare l'acqua del suo corso che si è potuto iniziare la lavorazione della lana, che ha fatto la fortuna di Prato. Per far muovere i macchinari per la lavorazione della lana, vennero scavati dei fossi per deviare parte dell'acqua del fiume le cosiddette gore, in cui poi venivano riversati anche gli scarichi delle tintorie, (nel gergo pratese il termine gora sta ad indicare un corso di acqua basso e maleodorante).

Persone legate alla Val di Bisenzio

Dante e la Val di Bisenzio

Tra leggenda e realtà, si dice che una sera d'inverno Dante Alighieri, esiliato da Firenze ed in procinto di raggiungere Bologna fu sorpreso, in Val di Bisenzio, da una forte nevicata che lo vide costretto a cercare invano rifugio nella Rocca degli Alberti in quanto non gli fu aperta la porta del maniero. Si dice che sia per questa ragione che il divin poeta abbia posto i due ingenerosi fratelli Alberti (Napoleone e Alessandro) a dimora nell'Inferno.

Se vuoi saper chi son cotesti due/La valle onde il Bisenzio si dichina/Del padre loro Alberto e di lor fue./D'un corpo usciro: e tutta la Caina/Potrai cercare e non troverai ombra/Degna più d'esser fitta in gelatina". Alessandro e napoleone vengono quindi conficcati per l'eternità nel ghiaccio della Caina, dove si trovano i traditori dei parenti. Un altro personaggio di dantesca memoria di cui abbiamo già parlato, è Cunizza, figlia di Adelaide degli Alberti e di Ezzelino II da Romano che si incontrarono proprio nella Rocca. Cunizza, sposa del conte Rizzardo di Bonifacio, abbandonò il marito edebbe diversi amanti. In tarda età, però, si pentì della sua vita dissoluta e si dedicò ad opere di carità, guadagnandosi un posto nel cielo di venere all'interno della Divina commedia.


Curzio Malaparte

Domina la Val di Bisenzio, il mausoleo dello scrittore Curzio Malaparte (1896-1957), per espresso volere dello scrittore fu costruito a strapiombo sulla valle. Nel 1956, un anno prima della morte espresse, nella sua ultima opera Maledetti toscani, il preciso desiderio si "avere una tomba lassù in vetta allo Spazzavento, per poter sollevare il capo, ogni tanto, e sputare nella fredda gora del tramontano". Il sarcofago, che ospita le ceneri dello scrittore, è costituito da un masso monolitico di pietra calcarea, ed il mausoleo realizzato in pietra calcarea è meta di escursioni panoramiche.

Giuseppe Garibaldi

Dopo la caduta della Repubblica Romana, Giuseppe Garibaldi si dirige con una lunga Marcia verso Venezia. I Garibaldini si sbandano, e dopo la morte di Anita Garibaldi, il generale ormai in fuga si affida ad alcuni patrioti, che lo accompagnano attraverso l'appennino con l'intento di raggiungere Genova. Si trova così a passare in Val di Bisenzio, che ricorda il suo passaggio con numerose targhe.
L'arrivo in Val Bisenzio
Tra il 3 ed il 5 Agosto 1849 vaga nella Romagna per cercare di sfuggire agli austriaci con l’obiettivo di arrivare in Liguria. Grazie all'aiuto di alcuni patrioti Garibaldi riesce a raggiungere Mangona. Da lì ripartono nella notte. Alle 7 di mattina del 26 agosto 1849 guidati da un contadino, arrivarono, bagnati fradici, al Mulino di Cerbaia.
Il passaggio di Garibaldi in Val di Bisenzio e a Prato
Il mugnaio accolse questi forestieri e li fece accomodare. Poco dopo entrarono, appunto, due persone che tornavano da caccia: Enrico Sequi e Michelangiolo Barni di Colle. Incuriositi guardarono Garibaldi e il suo compagno. Enrico Sequi era un patriota, sapeva leggere e scrivere e aveva con sé un giornale. Lo aprì, facendo in modo che si vedesse bene un titolo, nel quale si diceva che Garibaldi era stato arrestato. Subito Garibaldi e Leggero si avvicinarono e chiesero di vedere il giornale. Enrico Sequi capì che si trattava di patrioti e volle farsi conoscere come loro amico. Riconobbe che uno di loro era Gribaldi. Allora il Sequi, dopo aver dissuaso i fuggiaschi dalla loro idea di attraversare l’Appennino, si mise in cerca di altri patrioti per organizzare la fuga di Garibaldi. Quella sera una carrozza trasportò i due fuggiaschi a Vaiano, prima alla trattoria “La Mamma” poi alla casa dei pastai Bardazzi. Garibaldi e il suo compagno, il maggiore Coliola, proseguirono verso Prato, e si fermarono alla Madonna della Tosse in attesa di un’altra vettura.
La sosta a Prato
Garibaldi e il suo compagno furono portati alla stazione del Serraglio, che sorgeva, allora come ora sulle antiche mura della città, ed era stata inaugurata poco tempo prima. Era allora capostazione, Tommaso Fontani, un patriota. Il Generale e il suo compagno vennero nascosti nella stazione, nell’attesa di una nuova vettura.
L’idea era di far lasciare Prato in treno. Poi i patrioti pratesi cambiarono piano, per timore che il generale potesse essere riconosciuto da qualcuno sul treno, e decisero di far loro proseguire il viaggio in carrozza verso il mare. Alle due di notte la carrozza li recuperò e i due partirono per Poggibonsi. Il viaggio prosegue con cambi continui di vettura per una settimana fino ad arrivare al Puntone di Scarlino dove si imbarcano per l’Elba e da lì per Portovenere, tappa finale del loro viaggio.

Turismo

    Nel 1999 il comune di Cantagallo ha acquistato dalla famiglia Edlmann la rocca di Cerbaia, avviandone una serie di iniziative volte al recupero dell'imponente maniero, altrimenti destinato al totale degrado. Il progetto non vede solo l'idea di un recupero architettonico, volto a preservare ciò che rimane, ma anche l'istituzione di un parco di archeologia medievale, con un percorso guidati, entro precisi sentieri.


    Rievocazione storica della Festa della Polenta, che per quattro giorni rievoca la grande generosità dei conti Bardi, verso la popolazione della valle dopo che quest'ultimi nel 1512 erano stati depredati dai soldati spagnoli. Si svolge a Vernio tra febbraio e marzo, quattro giorni di iniziative culturali, degustazione e vendita di prodotti tipici enogastronomici della valle.


    "Re Tartufo" mercatino tipico, con animazioni e promozione del tartufo dei monti della Calvana. Si svolge a Vaiano a dicembre.





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