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Chiesetta del Papa e Corno Grande
Partenza seggiovia Fontari



Il Gran Sasso (o Gran Sasso d'Italia) è la più alta catena montuosa degli Appennini continentali; è contenuto interamente in Abruzzo al confine fra le province dell'Aquila, di Teramo e di Pescara.
Confina a nord con i territori di Fano Adriano, Pietracamela, Isola del Gran Sasso d'Italia, Castelli e Arsita, a est con le Gole di Popoli, a sud è limitato da Campo Imperatore (e, oltre i contrafforti del Monte della Scindarella, del Monte Portella e del Pizzo Cefalone, dalla piana di Assergi), mentre a ovest-nord-ovest confina con i Monti della Laga e il Lago di Campotosto.
Il Gran Sasso d'Italia è un'area tutelata con l'istituzione del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Descrizione

Dai suoi punti più distanti, ovvero il Passo delle Capannelle a ovest e le Gole di Popoli a sud-est, il Gruppo del Gran Sasso misura circa 50 km.

Orientato da nord-ovest e a ovest a sud-est, come la grande maggioranza dei gruppi appenninici e preappenninici, consta di due sottocatene principali parallele: la prima, più settentrionale, si estende dal Monte Corvo (2623 m; nord-ovest) al Vado di Sole (sud-est). La sottocatena meridionale si estende dal Passo delle Capannelle e dal Monte S. Franco (2132 m; nord-ovest) al Monte Capo di Serre (1771 m; sud-est). Al di là di questa zona centrale vi è un'ampia zona sud-orientale, chiamata dei "contrafforti meridionali". Questi sono caratterizzati da numerosi rilievi meno elevati: Monte Ruzza (1643 m), Monte Bolza (1904 m), Monte Camarda (1384 m), Monte Cappucciata (1802 m), Monte Picca (1405 m) e molti altri, fino alle Gole di Popoli.

Le cime maggiori si trovano nella sottocatena settentrionale: il Corno Grande - che consta di tre vette principali[1]: quella orientale (2903 m), la centrale (2893 m) e la maggiore, quella occidentale (2912 m, che è anche la vetta più alta di tutti gli Appennini continentali) - e il Corno Piccolo (2655 m). Incastonato dentro una conca e protetto dalle tre vette che costituiscono il Corno Grande si trova il Ghiacciaio del Calderone, il più meridionale dei ghiacciai europei.

Conformazione

Da un punto di vista geomorfologico, il Gran Sasso è un massiccio di origine sedimentaria costituito da dolomia, calcari, generalmente compatti, e marne.
Crostone sull'altopiano - Parco Nazionale del Gran Sasso

Originatosi circa 6 milioni di anni fa (Miocene), nel contesto dell'emersione degli Appennini, subì successivamente fasi di spinta e compressione che generarono una serie di fratture e di abbassamenti (Val Maone, Valle del Venacquaro, Campo Pericoli, Campo Imperatore). Su queste, a partire da 600.000 (Günz) fino a circa 10.000 (Würm) anni fa, agirono le forze erosive delle glaciazioni.

Queste ultime hanno lasciato segni particolarmente evidenti, soprattutto sul versante settentrionale del gruppo: piccoli circhi glaciali caratteristici sono individuabili, ad esempio, nella zona del Monte S. Franco (valli dell'Inferno e del Paradiso), ma anche in prossimità del Monte Aquila e del Monte della Scindarella. I ghiacciai più grandi rappresentavano punti di convergenza naturali di questi circhi glaciali posti più in alto; ad esempio, il ghiacciaio che occupava Campo Pericoli si alimentava dai circhi posti a nord delle creste del Corno Grande, del Monte Aquila, del Monte Portella e del Pizzo Cefalone. In queste conche la neve si compattava e si trasformava in ghiaccio, che confluiva in Val Maone verso Pietracamela, dove sono visibili ancora oggi resti morenici risalenti alla glaciazione del Riss. Poiché le glaciazioni successive hanno cancellato i segni lasciati da quelle precedenti, e poiché la glaciazione del Riss è antecedente a quella del Würm, questa morena rissiana è una delle rare prove del fatto che le valli del Gran Sasso sono state occupate dai ghiacciai più e più volte nel corso del Neozoico.

Data la sua elevazione, che la differenzia dalle altre catene appenniniche, il massiccio è ben visibile da tutti i principali gruppi montuosi dell'Appennino, dal Monte Conero al Gargano e anche - nelle giornate particolarmente limpide - dai massicci montuosi della Dalmazia. L'altitudine, la composizione delle rocce, il tipo di erosione a cui è stato soggetto, fanno del Gran Sasso la montagna appenninica più simile ai gruppi alpini dolomitici.

Il 22 agosto 2006 nella parete nord (il paretone) del Corno Grande si è verificata una frana di grandi dimensioni (da 20.000 a 30.000 m³ di roccia si sono distaccati dal quarto pilastro).

Escursionismo

Il Pizzo d'Intermesoli dai Prati di Tivo
Marcia dei Tre Prati

La Marcia dei Tre Prati, è una passeggiata ecologica non competitiva. Si svolge lungo un percorso di 15 km che congiunge i Prati di Tivo e i Prati di Intermesoli, nel comune di Pietracamela, a Prato Selva, nel comune di Fano Adriano. La prima edizione si svolse nel 1975 per iniziativa di Aldo Possenti, presidente della sezione teramana del Club Alpino, e di Vincenzo Di Benedetto, imprenditore in Fano Adriano. L’edizione 1977 vide la partecipazione di oltre mille persone. Dopo un periodo di sospensione la Marcia dei Tre Prati è stata riproposta nel 2006 (Prati di Tivo, domenica 23 luglio), per iniziativa delle Sezioni del Club Alpino Italiano di Teramo e Isola del Gran Sasso d'Italia con la partecipazione della Sezione Alpini di Teramo e dei Medici del 118.
Rifugi e ostelli [modifica]

- Rifugio Duca degli Abruzzi (2388 m). Gestito da Emanuela Pivetta. Di proprietà del CAI. È situato sulla cresta tra Sella Monte Aquila e Monte Portella.
- Rifugio Fontari. Gestito da una società, di proprietà del consorzio "il Gran Sasso" (che gestisce gli impianti). È situato sopra le Fontari.
- Rifugio Giuseppe Garibaldi (2231 m). Gestito da Davide De Carolis. È situato a Campo Pericoli ed è stato il primo rifugio costruito nel Gran Sasso, nel 1886. È sempre aperto per le    situazioni d'emergenza. D'inverno è completamente coperto dalla neve.
- Rifugio Carlo Franchetti (2433 m). Gestito da Luca Mazzoleni, di proprietà del C.A.I. sezione di Roma. È situato al centro del Vallone delle Cornacchie, incuneato tra il Corno Grande ed il Corno Piccolo. Inaugurato nel 1960 dal CAI è il rifugio più alto del Gran Sasso. È dotato di 23 posti letto (un locale invernale con 4 posti letto è sempre aperto).
- Bivacco Andrea Bafile (2669 m). È situato sulla cresta sud-est della Vetta Centrale del Corno Grande. Costruito nel 1966 dal CAI, è sempre aperto per le emergenze.
- Ostello Campo Imperatore (2130 m). È situato accanto alla stazione di monte della funivia del Gran Sasso. È composto dai locali della stazione di monte dell'antica funivia; vi è un museo.
- Rifugio Nicola D'Arcangelo (1665 m). È situato sul versante nord del Vado di Corno (località Vaduccio).
- Rifugio Fonte Vetica (1632 m). È un rifugio situato presso l'omonima fonte.
- Prati di Tivo Miramonti, quota (1460 m) alle pendici del Gran Sasso d'Italia, Corno Piccolo-(comune Pietracamela - uno dei borghi più belli d'Italia)

Snow - Parco Nazionale del Gran Sasso

- Rifugio Fonte Vetica (forestale). Situato presso l'omonima fonte, possiede un locale sempre aperto per le emergenze.
- Rifugio Antonella Panepucci Alessandri (1700 m). È situato sul versante nord del monte San Franco.
- Ostello Il Faro Verde (850 m). Domina l'Alta Valle del Castellano ed è situato in Località Basto.
- Gran Sasso Miramonti (1600 m) a Prati di Tivo, alle falde del Corno Piccolo del Gran Sasso.


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