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Monte Amiata


Webcam Appennino Settentrionale - Monte Amiata

 






Il monte Amiata è un rilievo di 1738 m s.l.m. dell'Antiappennino toscano posto tra la Maremma, la Val d'Orcia e la Val di Chiana, non lontano da Umbria e Lazio. Il territorio amiatino è compreso in parte nella provincia di Grosseto e in parte in quella di Siena, in una vasta area di pertinenza dei comuni di Abbadia San Salvatore, Santa Fiora, Arcidosso, Castel del Piano, Seggiano, Piancastagnaio e Castell'Azzara. È la più importante stazione sciistica della Toscana meridionale. La sua altezza e il suo posizionamento garantiscono possibilità di sciare per tutto l'arco dell'inverno.

Collocazione ed origine

Il monte Amiata è collocato nella Toscana meridionale, ove svetta sulle vallate circostanti, tra cui vanno citate la Val d'Orcia, la Maremma, la vallata del lago di Bolsena, il Chianti.

È un antico vulcano, ormai spento, con presenze di rocce e di laghetti di origine vulcanica. Si può far risalire la sua ultima eruzione a circa 700.000 anni fa. L'Amiata è ricchissimo di acque, tutte captate e gestite dall'Acquedotto del Fiora che trasporta il prezioso liquido nell'intera Toscana meridionale e nella parte settentrionale del Lazio; vi si trovano, inoltre, le sorgenti dei fiumi Fiora, Vivo, Albegna e Paglia. Le sorgenti, che sgorgano in notevole quantità laddove finiscono le rocce trachitiche e inizia il basamento calcare-argilloso, costitusicono una imponente ricchezza idrica che caratterizza da sempre questo rilievo vulcanico. L'origine del toponimo "Amiata" è stata da alcuni individuata nel latino "ad meata", ossia "alle sorgenti"[1]. Il massiccio montuoso amiatino, oltre all'omonima vetta include anche una serie di cime, in continuità l'una con l'altra. Sul versante grossetano spiccano i rilievi di Poggio Trauzzolo (1.200 metri), monte Labbro (1.193 metri), monte Civitella (1.107 metri), monte Buceto (1.152 metri), monte Aquilaia (1.104 metri) e monte Calvo (930 metri); sul versante senese ritroviamo, tra le vette più alte, Poggio Zoccolino (1.035 metri), Poggio Le Perazzette sul confine tra le due province (922 metri) e Poggio Roccone (913 metri).

Il toponimo monte Amiata sta anche a individuare un vasto territorio, con al centro il gruppo montuoso dell'Amiata (non un cono sia pure imponente, ma un ameno e verde sistema orografico digradante verso sud), circondato da centri abitati di grande interesse storico e artistico, in una zona dove, per grandi cicli secolari, hanno trovato allocazione e potere gli Etruschi, il medioevo del Papato e dei Carolingi, la Repubblica di Siena e in ultimo il Granducato di Toscana.

Le origini vulcaniche del massiccio montuoso hanno mantenuto attiva l'attività sismica nella zona. Tra i vari eventi verificatisi, c'è da segnalare il terremoto del 3 novembre 1948 che ebbe come epicentro l'area montana a cavallo delle province di Grosseto e Siena, raggiungendo la magnitudo 5,03 della Scala Richter e il VI-VII grado della Scala Mercalli. Altri eventi sismici che hanno interessato l'area amiatina hanno avuto invece come epicentri le località di Arcidosso, Santa Fiora, Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio.[2]


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