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Webcam Appennino Centrale - Castelluccio di Norcia


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Castelluccio è una frazione del comune di Norcia (PG) in Umbria.

Il paese si trova a circa 28 km da Norcia, raggiungibile attraverso una strada panoramica, posto in cima ad una colle che si eleva sull'omonimo altopiano (Piani di Castelluccio) tra i più vasti dell'Italia Centrale ed inserito nel Parco nazionale dei Monti Sibillini, ad una altitudine di 1.452 m s.l.m. che ne fanno uno dei centri abitati più elevati degli Appennini. Di fronte ad esso si erge imponente la sagoma del Monte Vettore (2.476 m). Secondo i dati Istat del 2001, è abitato da 150 residenti.

Clima

La stazione meteorologica di Castelluccio è la stazione meteorologica di riferimento per il paese di Castelluccio. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a -2,9 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +16,0 °C. Le precipitazioni medie annue si aggirano ai 1100 mm, mediamente distribuite in 105 giorni, con un minimo relativo in estate ed un picco in autunno. In media ci sono 132 giorni di gelo all'anno. Il 2 marzo 2005 a seguito di una discesa di aria freddissima dalla Siberia sul Pian Grande è stata raggiunta una temperatura minima di -32° che tutt'oggi rappresenta una delle temperature più basse d'Italia.

Storia

La presenza dell'uomo nella zona è testimoniata sin dall'epoca romana, con il rinvenimento di alcuni oggetti in terracotta presso la Fonte di Canatra, in località Soglio. Inoltre, nelle fondamenta di una casa furono rinvenute nei secoli passati diverse monete romane risalenti al periodo dell'imperatore Claudio il Gotico (III secolo), e lungo la strada che conduce a Forca di Presta, si trovò anche la tomba di un soldato romano. Il nucleo attuale risale al XIII secolo, anche se alcune ricerche tendono a retrodatarne la fondazione.
Economia

L'economia del paese è strettamente legata all'attività della pastorizia, che ancora costituisce una buona parte degli introiti degli abitanti. Ad essa va aggiunta l'agricoltura, con la produzione di prodotti tipici quali le famose lenticchie di Castelluccio. Il turismo è presente tutto l'anno: nel periodo invernale, la località di Forca Canapine ospita impianti di risalita funzionanti per attività sciistiche, mentre nel periodo estivo l'escursionismo attrae un gran numero di appassionati. Inoltre tutta l'area dei piani di Castelluccio è molto apprezzata per la pratica del volo libero, in particolare del parapendio, per via della particolare conformazione orografica e per la quasi totale assenza di tralicci e antenne. Per questo motivo nel paese si trovano diverse scuole di volo frequentate, soprattutto in estate, da appassionati e principianti provenienti da ogni zona d'Europa.

Monumenti e patrimonio naturalistico

    Parco nazionale dei Monti Sibillini (1993), area protetta di 70.000 ha che ospita animali quali il lupo, l'aquila reale ed il falco pellegrino;
    il Monte Vettore (2.478 m), uno dei più alti monti dell'appennino centrale, nonché cima più alta delle Marche. A breve distanza dalla sommità, si trova il Lago di Pilato (1.941 m), di origine glaciale. Le sue acque ospitano una colonia di Chirocefalus Marchesoni, un minuscolo crostaceo;
    la Cima del Redentore (2.448 m), cima più alta dell'Umbria, e l'omonima spettacolare cresta che consente una superba vista aerea sui piani di Castelluccio;
    la Grotta della Sibilla (2.150 m), abitata secondo la leggenda da una maga capace di predire il futuro;
    Piani di Castelluccio (1.350 m), di circa 15 km², rappresentati principalmente dal Pian Grande e dal Pian Perduto. Essi sono famosi per la Fiorita, ossia l'imponente fenomeno di fioritura che colora il piano tra la fine di maggio e l'inizio di luglio (soprattutto papaveri, fiordalisi, margherite).
    scritte in vernice bianca sui muri di alcuni edifici, usate per esporre i problemi e le peculiarità del paese (satire);
    portale e brevi tratti di mura della fortificazione (XVI secolo);
    Chiesa di S. Maria Assunta (XVI secolo), con una pregevole scultura lignea della Madonna (1499), ad opera di Giovanni Antonio di Giordano, scultore norcino.




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