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Pretare di Arquata del Tronto

Pretare di Arquata del Tronto






'Preta're è una frazione del Comune di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno.

Il paese sorge alle falde del versante meridionale del Monte Vettore.

Dette i natali, nell'anno 1864, ad Angelo Ruffini.

Toponimo

Il toponimo deriva con molta probabilità dalla locale parola dialettale “preta” con cui si indica la pietra, essendo le immediate vicinanze del borgo molto pietrose.
Monumenti e luoghi d'interesse

Leggenda delle fate

Il luogo è conosciuto anche per "La leggenda della strada delle fate", legata alla presenza dell'oracolo della Sibilla Appenninica, e della via che secondo la tradizione hanno impresso sul fianco della montagna.

La narrazione vuole che un tempo le fate, che abitavano la Grotta della Sibilla, si siano fermate più a lungo a danzare con i giovani di Pretare e che per non essere sorprese all'alba fuggirono con tanta sollecitudine da lasciare le loro impronte sulla montagna, creando così la loro strada.

A Pretare, nel giorno della festa di san Rocco si fa rivivere quest'antica leggenda. Un gruppo di giovani fanciulle, vestite da fate, raggiunge la piazza del paese e dà inizio alle danze.
Eventi

Nel 2011 all'interno del Festival dell'Appennino, presso l'antica fornace, si è svolto uno spettacolo della Compagnia dei Folli dedicato al 150º anniversario dell'Unità d'Italia.

L'antica fornace

L'antica fornace è situata fuori del centro abitato, visibile salendo per la tortuosa strada che da Pretare raggiunge Forca di Presta.

Quello che ne resta testimonia l'importante utilizzo che se ne fece. Ha l'aspetto di una torre tronca a pianta quadrata, realizzata in conci di pietra e mattoni rossi. Alla sua base si evidenzia il vuoto costituito dall'arco.

Ormai dimessa fu costruita vicino alla fonte di materia prima, la pietra calcarea. Il terreno, che la circonda testimonia, con la sua forma concava l'erosione di origine fluvio-glaciale anche grazie alla presenza di rocce e depositi glaciali. Poco sotto la fornace, verso la Valle dell'Acero, si osservano gli indizi di una trascorsa erosione fluviale con accumuli di depositi morenici. Il suo utilizzo consisteva nella calcinazione delle rocce, cioè per la produzione di calce viva. Questo processo consiste nel riscaldamento della pietra calcarea a temperature di circa 800 °C con il fine di eliminare la componente volatile e l'acqua di combinazione, inoltre per decomporre bicarbonato e carbonati. In questa fornace di cottura, il caricamento della roccia avveniva dall'alto e la calce ottenuta era scaricata verso il basso, senza mai interrompere il funzionamento del forno.

La calce, è un legante utilizzato nell'edilizia e conosciuto fin dai tempi antichi. Trova largo impiego impastato con sabbie inerti per la costituzione di malte aeree, o malte idrauliche se impastato con la pozzolana.

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